Negli anni Ottanta le sigle dei cartoni animati erano una cosa importantissima per tutti i bambini. Andavano cantate a squarciagola quando il tanto atteso episodio passava in tv, ch non cerano canali tematici a trasmettere in continuazione programmi per i piccoli, allora. Andavano ascoltate a ripetizione sul mangiadischi, reinserendo il 45 giri appena sbucava fuori dalla bocca delloggetto in questione, con il caratteristico click: non cera neanche youtube per guardare i video uno via laltro. E non cera Google per verificare i testi. Quando le parole non erano chiare, le si inventavano, con una logica pi o meno ferrea. Il Ma tu cosa capivi in quel punto? un motivo di dibattito tra gli attuali cinquantenni, che parte nelle case e arriva sul web, cove forum, social e intere pagine di siti sono dedicate allargomento. Cos ci si pu scoprire un po meno soli: ognuno pu trovare altri come lui, altri che capivano la stessa cosa. Un esempio? Se siete tra quelli che cantavano Arriva gi il nemico, scappa invece che scatta nella sigla di Daitarn3 non siete gli unici: moltissimi ragazzini dellepoca avevano evidentemente scarsa fiducia nel coraggio di Haran Banjo.
Robottoni fraintesi
E a proposito di Daitarn le versioni alternative si sprecano: nello stesso verso cera chi capiva arriva il gran nemico (sar mica stato piccolo per mettere paura a un gigante dacciaio come questo), chi nel mitico verso noi siamo un trio allerta e pieni di brio intuiva uno strano ai piedi di Rio (la citt?), e chi ancora, e sono tanti, non capiva esattamente dove ci portasse il Mach Patrol: purtroppo allavventura? Nel mucchio di avventura? Nel gioco allavventura? Pochi in realt capivano correttamente nellocchio allavventura. Non meno controversa la sigla di Jeeg Robot dacciaio, tra bambini che capivano muori e va al posto di corri e va e altri che sentivano cuore di un ragazzo che senza paura sempre la terr invece che lotter, gettando uninquietante ombra su che cosa tenesse Hiroshi Shiba: la campana di bronzo che aveva nel petto oppure altro? Diffusissima anche lopinione, legata a Daltanious, che il testo della sigla recitasse Bim Bum Bale gi, con un riferimento a Bim Bum Bam che donava autorevolezza alla teoria contro il ben pi banale che compare gi. Ma un premio va a quei bambini che interpretavano linnocente ma la cosa pi eccitante un robot per comandante di Gatchaman (La Battaglia dei Pianeti) come ma la cosa pi eccitante una botta al comandante.
Sport alternativi
Filone amatissimo e diffusissimo era quello dei cartoni animati a tema sportivo. Qui si distinguono per originalit interpretazioni che vedevano la sigla di Grand Prix e il campionissimo recitare migliora la tua vista e vincerai e non divora la tua pista: mai sottovalutare il potere di un paio di occhiali. Un vero e proprio drappello, guardando anche online, quello dei ragazzini che vedevano riferimenti al calcio reale nella sigla di Holly e Benji: Holly Serena tirando rigori, Benji Serena parando rigori, sarebbe stato il testo, con un chiaro omaggio ad Aldo Serena, negato da chi capiva correttamente si allena. Capivano purtroppo benissimo invece tutti la sigla di Jenny la tennista, con il suo inquietante Destra sinistra, sinistra destra, la folla guarda, grida e protesta, poi per la legge del fil di ferro, si svita il collo, si stacca la testa!".
Lesto gomitola e altre meraviglie
Non manca chi attribuiva losche prerogative ai Puffi: gli ometti blu vivono di adatt nellincantata citt e non "vivono via da qui, un po come dire vivono di espedienti. Non meno sospetto lortor che qualche bambina legava a Lady Oscar al posto del fiocco blu, parola inventata ma sostenuta con la fierezza di chi sa che lerrore non va mai ammesso. Decisamente inquietante la menomazione fisica di Anna dai capelli rossi: lei un dito non ce lha cantavano molte bimbe invece che lei un nido. Aleggiava una sorta di mistero sulla sigla di Occhi di Gatto, l dove Cristina dAvena cantava Ecco han colpito l, di soppiatto si sprecavano le ipotesi: Ecco capitola? Ecco che svicola? Sul ponte scivola? Lesto gomitola? In fin dei conti lamore dei gatti per il filo di lana noto. Famosa la versione travisata dal Trio Medusa della sigla di Dolce Kati, ma che molti bambini temevano di capire: non In mezzo ai verdi prati, felice gioca Kati, ma In mezzo ai verdi prati, felici e gi c***i.
Ma non da meno lipotesi avanzata da alcune ragazzine sulla Canzone di Charlotte: dove avrebbero dovuto sentire La cantano tra boschi e lei risponder, intendevano La cacca sotto ai boschi, ma lei rispose no, con un moto di orgoglio degno di uneroina. E Magica Emi? Cosa diceva quel verso? Tutto splende dove bianco? Tutto splende rosso e giallo? Tutto splende rosseggiando? Tutto splende candeggiando (e questo credibile)? Sbagliato. Il testo era Tutto splende, oh che incanto. Per finire, il tenerissimo Spank, con i suoi occhi a cuoricino: Davvero tu ragioni come me e assai di pi di un cane certo sei il testo corretto, dove molti bambini hanno cantato davvero tu la poni come me e assai di pi pi fragile tu sei, per arrivare a concludere vero Spank tu non lo sei (cosa?) e non vero Spank tu un uomo sei. Quali fossero le ipotesi filosofiche che sostenevano nella mente di ogni bambino le diverse interpretazioni delle sigle un altro tema, non meno interessante, ma sicuramente infinitamente vasto, perch ognuno conserva nella sua memoria il senso che solo le parole che lui capiva potevano avere nello stupore della sua infanzia.